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	<title>Prefettura di Parma</title>
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	<description>Funzioni delle prefetture e leggi in Italia. La cittá di Parma e le sue attivitá</description>
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		<title>Disciplina sanzionatoria in merito agli assegni postali e bancari</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 09:33:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La legge che disciplina i reati connessi all’emissione di assegni postali e bancari è la Legge 386 del 1990, nella quale sono state inserite delle modifiche attraverso decreti successivi. Un’importante modifica alla legislazione sugli assegni è stata apportata da un decreto legislativo del 1999, che sancisce la depenalizzazione dei reati di emissioni di assegni senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.prefetturadiparma.it/wp-content/uploads/2011/09/Gebaeude.jpg" alt="Banche, disciplina" title="Edificio per uffici su uno sfondo di cielo azzurro" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-50" /><strong>La legge che disciplina i reati connessi all’emissione di assegni postali e bancari è la Legge 386 del 1990, nella quale sono state inserite delle modifiche attraverso decreti successivi. Un’importante modifica alla legislazione sugli assegni è stata apportata da un decreto legislativo del 1999, che sancisce la depenalizzazione dei reati di emissioni di assegni senza provvista o senza autorizzazione.</strong></p>
<h2>Emissione di assegni senza provvista o senza autorizzazione</h2>
<p>Con il decreto legislativo numero 507del 1999, sono stati depenalizzati i reati connessi all’emissione non regolare di assegni, cioè non è più prevista una pena detentiva, ma permane l’illecito amministrativo. Per contro, sono state inasprite le pene pecuniarie. Nel caso di emissione di assegno senza provvista, comunemente detto assegno scoperto, l’ammenda va da un minimo di 516 euro a un massimo di 3099 euro, ma la cifra può salire in caso di reiterazione dell’illecito, oppure in caso l’importo dell’assegno sia superiore ai 10329 euro. Inoltre l’assegno scoperto comporta il “protesto”, atto che rende pubblico l’illecito compiuto dal soggetto. Infine la prefettura può infliggere delle sanzioni accessorie, quali il divieto di emettere assegni per almeno due anni o, nei casi più gravi, il divieto di svolgere attività professionale o imprenditoriale, l’interdizione dagli uffici direttivi o l’impossibilità di contrattare con la pubblica amministrazione, per almeno due mesi. Tuttavia, se il pagamento dell’importo e delle altre spese avviene entro 60 giorni dalla scadenza della validità dell’assegno, le sanzioni amministrative non vengono applicate. L’emissione di assegno senza autorizzazione del trattario, cioè della banca o della posta, comporta una sanzione amministrativa che può arrivare fino alla somma di 12.395 euro. Anche per questa fattispecie, nei casi più gravi vengono applicate le stesse pene accessorie applicate per l’emissione di assegni senza provvista. </p>
<h2>La Centrale di Allarme Interbancario</h2>
<p>Entrambi gli illeciti comportano l’iscrizione dei soggetti nel registro della Centrale di Allarme Interbancaria (CAI). Il registro CAI è un archivio informatizzato che raccoglie i dati relativi ai soggetti che emettono assegni in maniera non corretta o ai quali è stato revocato l’uso della carta di credito. L’archivio, inoltre, raccoglie i dati relativi alle sanzioni imposte dalle prefetture e dagli organi giudiziari.</p>
<p>Illustrazione: V. Yakobchuk &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Documentazione e norme da seguire per aprire un esercizio commerciale in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 09:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prosciutto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la riforma del commercio del 1998 e con la legge Bersani del 2006, l’iter burocratico per aprire un esercizio commerciale in Italia si è notevolmente semplificato. Ovviamente permangono una serie di obblighi e di limitazioni. Sono ancora in vigore una serie di procedure comuni da seguire, ma la gestione burocratica è ormai affidata alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.prefetturadiparma.it/wp-content/uploads/2011/09/Gesetzgeber.jpg" alt="Nomra da seguire-Legge" title="Legge" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-47" /><strong>Con la riforma del commercio del 1998 e con la legge Bersani del 2006, l’iter burocratico per aprire un esercizio commerciale in Italia si è notevolmente semplificato. Ovviamente permangono una serie di obblighi e di limitazioni. Sono ancora in vigore una serie di procedure comuni da seguire, ma la gestione burocratica è ormai affidata alle Regioni, che hanno una certa autonomia di scelta per quanto riguarda alcune questioni legate al commercio.</strong></p>
<h2>La liberalizzazione del commercio</h2>
<p>La legge Bersani del 2006 ha in parte liberalizzato il settore del commercio in Italia: ora non occorre più ottenere la licenza per l’apertura di negozi di dimensione inferiore ai 250 metri quadri in comuni che superano i 10.000 abitanti, oppure per negozi di 150 metri quadri in comuni con meno di 10.000 abitanti; per i locali che superano i 250 metri quadri resta valido l’ottenimento della licenza, mentre gli altri devono solo comunicare al Comune l’intenzione di aprire un legale esercizio commerciale. In secondo luogo, non occorre più iscriversi al Registro Esercenti di Commercio; tale obbligo resta in vigore solo per i gestori di bar, ristoranti e alberghi. Infine, è stato eliminato anche il rispetto della distanza minima tra un esercizio e l’altro.</p>
<h2>Adempimenti burocratici e requisiti</h2>
<p>Presso gli sportelli unici delle attività produttive si trova tutta la documentazione necessaria per aprire un esercizio commerciale e inoltre vengono fornite tutte le informazioni utili sui requisiti e sulle procedure da seguire. I requisiti si differenziano in base alla tipologia di esercizio: per gli esercizi non alimentari occorre avere solo dei requisiti personali idonei; mentre per i negozi alimentari bisogna avere anche dei requisiti professionali, che si ottengono frequentando con esito positivo un corso professionale dedicato al settore merceologico che si intende commercializzare. Una volta valutati i requisiti, bisogna aprire una partita IVA; poi occorre recarsi all’ufficio tecnico del comune in cui si trova il locale che si vuole adibire a negozio e compilare alcuni moduli; quando il locale ha ricevuto tutte le autorizzazioni, bisogna consegnare all’ufficio tecnico il contratto di locazione o di acquisto. Infine, ottenute le eventuali autorizzazioni speciali, occorre iscriversi al Registro delle imprese presso le camere di commercio locali.</p>
<p>Foto: Gina Sanders &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Disciplina antimafia: che cos’è e chi la deve effettuare</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 09:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prosciutto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le mafie sono tutt’ora vive e all’opera, nonostante le numerose battaglie e i numerosi sacrifici compiuti per sconfiggerle. Tuttavia, la lotta alla criminalità organizzata non si arresta, anzi sia il Governo italiano che la polizia sono sempre impegnati su questo fronte. Oltre a bloccare i crimini compiuti dalle mafie, occorre frenare l’espansione dei gruppi mafiosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.prefetturadiparma.it/wp-content/uploads/2011/09/mafia.jpg" alt="L&#039;Antimafia in Italia" title="Mafioso" width="199" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-44" /><strong>Le mafie sono tutt’ora vive e all’opera, nonostante le numerose battaglie e i numerosi sacrifici compiuti per sconfiggerle. Tuttavia, la lotta alla criminalità organizzata non si arresta, anzi sia il Governo italiano che la polizia sono sempre impegnati su questo fronte. Oltre a bloccare i crimini compiuti dalle mafie, occorre frenare l’espansione dei gruppi mafiosi all’interno del tessuto sociale e dei settori pubblici, perciò si stanno varando delle normative che disciplinano gli appalti pubblici e le altre iniziative in cui potrebbe infiltrarsi la mafia.</strong></p>
<h2>La disciplina antimafia</h2>
<p>Il Codice delle leggi antimafia è un complesso di norme volte a combattere la criminalità organizzata in ogni sua forma; il terzo libro del Codice è dedicato alla documentazione antimafia. Tale documentazione regola il controllo dell’infiltrazione mafiosa nelle gare di appalto pubbliche; tale controllo è affidato alle prefetture. Le nuove norme in materia hanno assegnato maggiore potere alle prefetture e hanno istituito, presso il Ministero dell’Interno, una banca dati nazionale al fine di agevolare l’assegnazione degli appalti pubblici. Inoltre, nel Codice, viene approfondita la questione della confisca di beni appartenenti alla mafia. Nello specifico, le certificazioni antimafia, formate da comunicazioni e informazioni, se accertano l’assenza di coinvolgimenti con la mafia, attestano che un soggetto è idoneo a instaurare rapporti con la pubblica amministrazione. La disciplina antimafia, inoltre, impone alcune clausole da inserire nei contratti d’appalto, tra cui la tracciabilità dei flussi di denaro. La disciplina antimafia si applica anche alle procedure di ricostruzione privata con finanziamento pubblico, come ad esempio quella tutt’ora in corso in Abruzzo, le cui abitazioni private sono state parzialmente o totalmente distrutte dal terremoto dell’aprile del 2009. Tale disciplina riguarda anche le strutture alberghiere e gli edifici dedicati ad attività sociali, culturali e ricreative. </p>
<h2>Ruolo della prefettura</h2>
<p>Il controllo sugli appalti pubblici e la fornitura della documentazione antimafia sono affidati alle prefetture: le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici, le aziende vigilate dallo Stato e i concessionari di opere e servizi pubblici si devono rivolgere alle prefetture per ottenere le certificazioni antimafia. Tale documentazione, che attesta che un’impresa non è collusa con la mafia, ha una durata di sei mesi.</p>
<p>Immagine: rauf_ashrafov &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Pro e contro del noleggio auto</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 09:02:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Noleggiare un’auto offre sia vantaggi che svantaggi, soprattutto in base all’uso che si vuole fare del veicolo. Il noleggio auto si divide sostanzialmente in noleggio a breve termine e in noleggio a lungo termine: in caso di noleggio a breve termine da parte di un turista o di chi viaggia per lavoro, ci sono da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-40" title="Macchina nel tramonto" src="http://www.prefetturadiparma.it/wp-content/uploads/2011/09/auto-szene.jpg" alt="I svantaggi e vantaggi del noleggio auto." width="300" height="200" /><strong>Noleggiare un’auto offre sia vantaggi che svantaggi, soprattutto in base all’uso che si vuole fare del veicolo. Il noleggio auto si divide sostanzialmente in noleggio a breve termine e in noleggio a lungo termine: in caso di noleggio a breve termine da parte di un turista o di chi viaggia per lavoro, ci sono da valutare alcuni fattori, diversi da quelli che condizionano il noleggio a lungo termine da parte di privati o aziende.</strong></p>
<h2>Il noleggio auto a breve termine</h2>
<p>Il <a href="http://www.autonoleggio-online.it/Italia/Autonoleggio-Parma.aspx" target="_blank">noleggio auto</a> a breve termine dura per pochi giorni e viene scelto di solito dai turisti o da coloro che viaggiano per lavoro; in entrambi in casa si tratta di persone che intendono fermarsi per breve tempo in una località, ad esempio il tempo di un soggiorno vacanziero. I vantaggi di questo tipo di noleggio sono legati alle caratteristiche del territorio da girare: è vero che muoversi con l’auto è più comodo e veloce, ma in caso di grandi città, ci si trova spesso a dover affrontare il traffico, i labirinti di strade e la scarsità di parcheggi. Il noleggio a breve termine risulta molto vantaggioso quando occorre visitare varie località non ben collegate con i mezzi pubblici; usare quest’ultimi poi comporta una limitazione della libertà di spostarsi quando si vuole, in quanto obbliga a rispettare orari stabiliti.</p>
<h2>Il noleggio auto a lungo termine</h2>
<p>Il noleggio a lungo termine si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni per una serie di fattori, tra cui la crisi economica che ha rallentato il mercato delle automobili. I vantaggi di questo noleggio sono molteplici: nel costo mensile di noleggio del veicolo sono incluse numerose spese, tra cui l’assicurazione, il bollo, l’auto sostitutiva e la manutenzione, perciò colui che affitta l’auto deve pagare in più solo il carburante. In questo modo si semplifica la gestione della vettura e si conosce già quale sarà la spesa definitiva di mantenimento dell’automobile. Per i privati il noleggio a lungo termine non è sempre molto vantaggioso, e infatti non è una scelta diffusa, però in caso di auto aziendali, questa modalità si rivela vantaggiosissima.</p>
<p>Copyright: Maksim Toome &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il Codice della strada: riforme e nuove leggi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 08:27:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.prefetturadiparma.it/wp-content/uploads/2011/09/stau_zeichen.jpg" alt="Il Codice della Strada" title="Traffico" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-35" /><strong>Il Codice della strada, cioè quel complesso di norme che regolano la circolazione stradale di veicoli e pedoni, si arricchisce ogni anno di nuove disposizioni di legge. La continua revisione del codice è riconducibile a diversi fattori: innanzitutto, col tempo cambiano i comportamenti di coloro che circolano sulle strade e spesso cambiano in peggio, perciò occorre correggere le cattive abitudini dei guidatori o dei pedoni; in secondo luogo si evolvono le consuetudini e gli atteggiamenti della società, perciò periodicamente vengono introdotte nuove norme più adeguate al contesto contemporaneo.</strong></p>
<h2>Il nuovo Codice della strada</h2>
<p>Il 29 luglio 2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo Codice della strada, entrato in vigore per intero il 13 agosto dello stesso anno. La riforma del codice è intervenuta soprattutto sulla guida dei giovani fino ai 21 anni e dei neopatentati: questi infatti non possono assolutamente guidare sotto l’effetto di droga o alcool, anche se assunti in minima quantità; questo divieto è esteso anche ai guidatori professionali. Alcune norme sono invece indirizzate agli ultraottantenni, i quali ora possono ottenere il rinnovo della patente solo dopo una visita specialista, che va svolta ogni due anni. Altre disposizioni riguardano l’inasprimento delle sanzioni per alcune violazioni, come ad esempio per chi trucca il motore di una minicar o per gli autotrasportatori che non rispettano i tempi di riposo.</p>
<h2>La normativa sugli animali</h2>
<p>Sempre più severe sono le sanzioni che puniscono coloro che abbandonano gli animali sulle strade; inoltre, sono state varate delle misure per punire anche coloro che non prestano soccorso agli animali investiti. La riforma del Codice della strada ha previsto, infatti, l’inserimento di sanzioni per omissione di soccorso di animali vittime di incidenti stradali, quindi ora si è perseguibili se non ci si ferma a soccorrere l’animale che si ha investito con il proprio veicolo: la sanzione va dai 389 ai 1559 euro. Inoltre è stato introdotto il fattore “stato di necessità” per il trasporto di un animale in condizioni gravi, perciò colui che, trasportando d’urgenza un animale all’ambulatorio veterinario violasse il Codice della Strada, non verrebbe sanzionato.</p>
<p>Foto: fusolino &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le attività promosse dalle prefetture e dalle questure: differenze</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 08:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prosciutto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facenti capo entrambe al Ministero dell’Interno, le prefetture e le questure svolgono attività differenti: la questura è un ufficio della Polizia di Stato, ha competenza provinciale e si occupa della prevenzione e repressione dei reati; la prefettura, definita anche Ufficio Territoriale di Governo, è una succursale provinciale del Ministero dell’Interno e principalmente si occupa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.prefetturadiparma.it/wp-content/uploads/2011/09/Italienische_Republik.jpg" alt="Prefetture." title="Repubblica Italiana" width="212" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-32" /><strong>Facenti capo entrambe al Ministero dell’Interno, le prefetture e le questure svolgono attività differenti: la questura è un ufficio della Polizia di Stato, ha competenza provinciale e si occupa della prevenzione e repressione dei reati; la prefettura, definita anche Ufficio Territoriale di Governo, è una succursale provinciale del Ministero dell’Interno e principalmente si occupa di ordine pubblico, immigrazione, settori economici ed elezioni. Avendo deleghe diverse, i due organi promuovono attività diverse, anche se alcune iniziative vengono realizzate insieme.</strong></p>
<h2>Le attività delle prefetture</h2>
<p>Essendo dislocate in ogni capoluogo di Provincia, ogni prefettura coordina attività differenti, di solito seguendo le linee guida comuni emanate dal ministero. Una serie di iniziative sono volte alla protezione del cittadino, come ad esempio le varie campagne sulle vittime dell’usura oppure sulle vittime dei reati di stampo mafioso. Numerose iniziative sono volte alla prevenzione e all’educazione in materia di sostanze stupefacenti e alcoliche: un esempio è il programma “Drugs on street” che prevede l’esecuzione di test agli automobilisti che viaggiano di notte.Negli ultimi anni, inoltre, si sono moltiplicati i progetti dedicati all’immigrazione, basati su protocolli di intesa siglati tra vari enti locali, come le questure e le camere di commercio: gli sportelli unici per l’immigrazione e quelli decentrati sono alcune delle iniziative volte alla tutela degli immigrati.</p>
<h2>Le iniziative delle questure</h2>
<p>Le attività promosse dalle questure mirano soprattutto allo sviluppo della legalità e della sicurezza, infatti la maggior parte di queste sono programmi con fini educativi e di prevenzione; queste iniziative spesso vengono svolte presso le scuole o comunque presso centri giovanili. Nelle scuole vengono promosse soprattutto attività di educazione alla legalità. Tra le attività dedicate ai bambini, negli anni scorsi il Ministero dell’Interno ha promosso il progetto “Il poliziotto un amico in più”, che mirava ad avvicinare gli studenti al mondo della polizia in modo farla conoscere meglio, e inoltre aveva il fine di far familiarizzare i poliziotti stessi con i bambini. Altre iniziative sono volte invece a rendere più sicuri i parchi pubblici, grazie a pattuglie che vigilano sul posto. Pochi anni fa, infine, è nato il programma “Denunce a domicilio” che permette di sporgere denuncia convocando a casa una pattuglia.</p>
<p>Illustrazione: maelena &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le attività promosse dalla regione Emilia Romagna</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 07:47:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono numerose e di vario genere le attività promosse dalla Regione Emilia Romagna: si va dagli eventi culturali ai progetti di sostegno alle imprese, passando per le iniziative ecologiche e il coinvolgimento attivo dei cittadini. Ovviamente sono varie le attività promosse perché vari sono i temi e le problematiche di cui una regione si deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-26" title="L'Italia, vista Bologna aeree torre degli Asinelli." src="http://www.prefetturadiparma.it/wp-content/uploads/2011/09/Emilia-Romagna.jpg" alt="Emilia Romagna" width="300" height="200" /><strong>Sono numerose e di vario genere le attività promosse dalla Regione Emilia Romagna: si va dagli eventi culturali ai progetti di sostegno alle imprese, passando per le iniziative ecologiche e il coinvolgimento attivo dei cittadini. Ovviamente sono varie le attività promosse perché vari sono i temi e le problematiche di cui una regione si deve occupare.</strong></p>
<h2>I progetti dedicati alle imprese e al mondo del lavoro</h2>
<p>Soprattutto in un periodo di crisi economica come quello che l’Italia sta attraversando in questo momento, risulta importante il sostegno da parte degli enti locali alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese. L’Emilia Romagna offre alle imprese del proprio territorio una serie di servizi. Alcune di queste attività sono rivolte all’internazionalizzazione: il progetto RENAWAL, ad esempio, prevede l’incontro tra aziende italiane e cinesi che si occupano di protezione ambientale, energie rinnovabili ed edilizia sostenibile. Anche il mondo del lavoro ha bisogno del sostegno degli enti regionali, perciò tra i progetti dell’Emilia Romagna figurano iniziative legate a questa tematica. Di queste iniziative fa parte la “Sovvenzione Globale Spinner 2013: interventi per la qualificazione delle risorse umane nel settore della ricerca e della innovazione tecnologica”, un programma di preparazione negli ambiti della ricerca e dell’innovazione.</p>
<h2>Le iniziative culturali</h2>
<p>La Regione Emilia Romagna è molto attiva anche nei vari ambiti della cultura, dal cinema alla filosofia, dalla musica alla conservazione dei beni culturali. Tra le attività promosse dall’ente locale figura la manifestazione “Doc in tour”, rassegna di documentari finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale e sociale della regione. Per quanto riguarda la musica, invece, la Regione ha pochi anni fa realizzato un progetto digitale, chiamato “Magazzini sonori”: su questo portale vengono raccolte produzioni musicali provenienti da teatri, concerti, scuole di musica, conservatori e festival; in questo modo viene conservato e valorizzato il patrimonio musicale dell’Emilia Romagna. La Regione promuove o dà il patrocinio a numerose altre attività culturali, tra cui ad esempio il “Festival Filosofia”, la sagra Malatestiana di Rimini, il festival “Ipercorpo” di Forlì, infine tutti gli eventi collegati al progetto “Emilia-Romagna una regione all’opera”, dedicato all’opera lirica.</p>
<p>Immagine: claudiozacc &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Libertà di voto: il sistema elettorale italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 14:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prosciutto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il diritto di voto è tutelato dalla Costituzione della Repubblica Italiana, norme specifiche le troviamo proprio nel titolo IV. Per poter esprimere il proprio voto si deve aver raggiunto la maggiore età senza distinzione di sesso, il voto è segreto e libero ed è un dovere civico. Per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.prefetturadiparma.it/wp-content/uploads/2011/09/wählen.jpg" alt="Scheda elettorale nell&#039;urna elettorale" title="Scheda elettorale nell&#039;urna elettorale" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-23" /><strong>Il diritto di voto è tutelato dalla Costituzione della Repubblica Italiana, norme specifiche le troviamo proprio nel titolo IV. Per poter esprimere il proprio voto si deve aver raggiunto la maggiore età senza distinzione di sesso, il voto è segreto e libero ed è un dovere civico. Per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini all’estero la legge ne stabilisce i requisiti e le modalità. Il diritto di voto può essere limitato solo  per incapacità civile, per sentenza penale irrevocabile, o nel caso di indegnità morale indicati dalla legge.</strong></p>
<h2>Il sistema elettorale vigente</h2>
<p>Il sistema elettorale italiano è formato da un insieme di regole che consentono di tradurre in seggi e cariche i voti degli italiani. Con la legge 270 del 21 dicembre 2005 si stabilisce un nuovo sistema proporzionale definito anche “sistema misto” in quanto prevede diversi meccanismi  per la suddivisione dei seggi tra Camera e Senato. L’autore di questa legge, che modifica il precedente sistema elettorale italiano, è il ministro Roberto Calderoli che con tale Riforma ha introdotto un premio di maggioranza. Per la Camera dei deputati, che sono state confermate le 27 circoscrizioni stabilite con la precedente riforma,  è riconosciuto un minimo di 340 seggi alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti, non vanno però considerati  i seggi della Circoscrizione Estero. Per quanto riguarda il Senato, il premio di maggioranza è stabilito su base regionale assicurando  almeno il 55% dei seggi alla coalizione vincente di una determinata regione. Tale legge però non permette di esprimere una preferenza da parte dell’elettore, ecco perché attualmente si parla di “ liste bloccate”. Infatti sulla scheda l’elettore deve indicare, con una croce, il simbolo del partito o della coalizione senza poter esprimere la preferenza di un candidato. Sono i partiti che decidono infatti le candidature e ne  stabiliscono sia la posizione che la capacità di elezione per i singoli candidati.</p>
<h2>La legge del 2005  riforma il sistema “Mattarellum”</h2>
<p>Il precedente sistema elettorale, in vigore dal 1993 al 2005, nacque in contemporanea allo scandalo di Tangentopoli quindi l’esigenza del Parlamento ad attuare una legge che rispondesse allo spirito antipartitocratico degli italiani. Pertanto tale riforma rappresentò per l’Italia il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica e con esso quindi un periodo di rinnovamento della politica italiana che caricò l’intero popolo di grandi speranze. Il sistema Mattarellum, così chiamato poiché l’artefice fu Sergio Mattarella, riconquistò la fiducia degli italiani offrendo la possibilità di costruire un Governo che potesse governare e amministrare in modo giusto e democratico, il tutto poi è cambiato con l’attuale legge basata sul proporzionale, ed è proprio a causa della insoddisfazione per questo sistema che attualmente si stanno raccogliendo le firme per il referendum popolare finalizzato alla riformare del sistema elettorale.</p>
<p>Illustrazione: Christian Schwier &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Autonomia riconosciuta dalla Costituzione Italiana</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 09:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prosciutto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La costituzione della Repubblica Italiana, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 ed entrata poi in vigore il 1° gennaio del 1948, strutturata in 139 articoli e 18 disposizioni finali e transitorie, all’art.114 riconosce i Comuni, le Provincie, le Città e le Regioni come enti autonomi con propri specifici statuti, poteri e funzioni secondo i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.prefetturadiparma.it/wp-content/uploads/2011/09/italien_flagge.jpg" alt="Questo articolo parla della costituzione della Repubblica Italiana" title="Mappa dell&#039;Italia, tricolore" width="230" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-18" /><strong>La costituzione della Repubblica Italiana, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 ed entrata poi in vigore il 1° gennaio del 1948, strutturata in 139 articoli e 18 disposizioni finali e transitorie, all’art.114 riconosce i Comuni, le Provincie, le Città e le Regioni come enti autonomi con propri specifici statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla stessa legge fondamentale. </strong></p>
<h2>Ufficio essenziale per l’attuazione del programma politico</h2>
<p>Il significato originario del termine gabinetto fa riferimento ad un piccolo locale di uso personale come un ufficio utilizzato solo per colloqui riservati. L’ufficio di gabinetto nella sua accezione più vetusta era quell’Ufficio nel quale al tempo del sovrano si svolgevano le riunioni con i Ministri, infatti nei paesi anglosassoni è uno degli organi del governo anche denominato Consiglio dei Ministri. L’Ufficio di Gabinetto come ufficio di staff sta ad indicare un ufficio composto dai più stretti collaboratori di un politico, nel nostro caso di un Sindaco. Le funzioni di tale organo sono nella definizione degli obiettivi politici prefissati nel programma politico, tutto ciò che riguarda le politiche pubbliche compresa la loro attuazione e tutte le attività connesse alla comunicazione, ovviamente altra funzione importante è quella di interagire con i Dirigenti dei vari uffici soprattutto in caso di problematiche. Altre funzioni dell’Ufficio di Gabinetto sono quelle di interloquire con i vari enti interessati, smistare la posta diretta al Sindaco e approntare tutti gli atti per il primo cittadino. Grazie all’Ufficio in oggetto si riesce ad avere una rete di interlocuzione con i cittadini grazie alle risposte alle e-mail che vengono inviate proprio dall’ufficio di Gabinetto. Collabora anche all’organizzazione degli eventi proposti dal Comune, aiuta il Segretario generale per organizzare le sedute della Giunta comunale e si interessa anche delle relazioni del Sindaco con le altre Autorità. </p>
<h2>Ufficio vicino al cittadino</h2>
<p>L’Ufficio di Gabinetto come abbiamo visto è un ufficio essenziale per il buon andamento della Pubblica Amministrazione anche perché come riportato dall’art.119 della Costituzione i Comuni hanno risorse autonome, infatti stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri. La sensibilità del cittadino viene intaccata proprio in relazione ai tributi, ed ecco perché è importante l’ufficio di Gabinetto, quest’ultimo è essenziale per mostrare un Comune efficiente e altrettanto sensibile alle problematiche che possono interessare direttamente e indirettamente il cittadino. L’Ufficio de quo è il primo ad entrare in contatto con il cittadino ascoltando i suoi problemi e dovrà essere sempre il medesimo Ufficio che attiverà, se del caso, il Sindaco o i vari Dirigenti per risolvere il problema.      </p>
<p>Foto: Grum_l &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Parma tra prosciutto, parmigiano e cultura</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 09:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prosciutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo Parma]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-11" title="Giuseppe Verdi in piazza" src="http://www.prefetturadiparma.it/wp-content/uploads/2011/09/piazza_verdi_parma.jpg" alt="La storia e cultura di parma" width="200" height="300" /><strong>Parma è una fiorente città dell’Emilia Romagna, famosa per il suo prosciutto e per le aziende consorziate che hanno dato vita al parmigiano; queste  ultime  le ritroviamo sia a Reggio Emilia che a Bologna e a Modena oltre che a Mantova. Parma ha circa 437.349 abitanti, è composta da 47 comuni e confina con le seguenti province: Cremona, Piacenza, Mantova, Reggio Emilia, Genova; La Spezia e Massa Carrara. Parma è attraversata da alcuni fiumi come il Ceno, Il Taro, La Parma e il Baganza oltre ad altri di minore importanza. </strong></p>
<h2>Parma tra arte e cultura</h2>
<p>A Parma si svolge ogni anno la grande manifestazione, da non perdere, del Palio. Manifestazione nata nel 1314 a seguito del fidanzamento tra il signore di Parma Ghiberto da Correggio e Maddalena Rossi. Il palio è molto tradizionale in quanto gran parte della cittadinanza indosserà gli abiti medioevali dell’epoca e andranno in scena i mestieri del tempo, i giullari, uccelli rapaci ammaestrati messi in condizione di volare, ecc.. Da vedere sono: il festival del prosciutto di Parma che si tiene a settembre, la fiera del fungo porcino, i vari castelli presenti nella provincia come il Castello di felino, di Scipione, dell’Elfo, di Tabiano, di Compiano, di Fontanellato, di Montechiarugolo, di Roccabianca, di Sala Baganza, di san Secondo, di Torrechiara e di Bardi; in alcuni di questi ultimi c’è anche la possibilità di alloggiare oltre che banchettare, per restare in tema. Merita una sosta più lunga la Cattedrale in stile romanico, i cui lavori di edificazione iniziarono nel 1059 e finirono nel 1106; all’interno di essa si può ammirare la cupola dipinta dal Correggio che rappresenta l’assunzione della Madonna. Altro punto di interesse è il Battistero edificato con marmo rosa di Verona, la sua edificazione iniziò nel 1196 e si concluse nel 1307 e fu costruita accanto al Duomo; ha una forma ottagonale nella quale si nota il passaggio dal romanico al gotico, all’interno si può ammirare, oltre alle bellezze proprie dell’edificio, anche la vasca battesimale doppia ad immersione. Da vedere sono anche il Parco Ducale e il teatro Regio.</p>
<h2>Città ecologica</h2>
<p>Il comune di Parma, molto sensibile all’ambiente, con l’acronimo ICBI (iniziativa Carburanti a Basso Impatto) punta al pieno rispetto dell’ambiente ampliando la rete di distribuzione del gas metano e gpl oltre ad erogare incentivi per la conversione delle auto a benzina nelle predette fonti energetiche. Questa intuizione comunale servirà ovviamente a tutelare l’ambiente e i cittadini ma anche ad incentivare il turismo sempre più sensibile a queste tematiche.</p>
<p>Immagine: kiloworf &#8211; Fotolia</p>
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